370 riscuotono assegni sociali Inps non dovuti

InpsIl nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza ha avviato, sulla base dei dati forniti dall’Inps relativi al 2016, una serie di indagini. Sono stati così individuati 370 cittadini(italiani e stranieri) che, dopo aver ottenuto l’assegno sociale, si erano trasferiti all’estero.

LEGGI TUTTO…

Articolo originale su Maxso Magazine

Istat: Italiani longevi ma più malati

AnzianiGli italiani sono longevi ma sofferenti per qualche malattia cronica e con dolori fisici che ne limitano la qualità della vita, più per le donne che per gli uomini. E dopo i 75 anni vivono in condizioni peggiori rispetto agli altri anziani europei. E’ quello che emerge dal rapporto “Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell’Unione Europea” pubblicato oggi(26 settembre) dall’Istat.

LEGGI TUTTO…

Articolo originale su Maxso Magazine

Concorsi truccati, indagato l’ex ministro Fantozzi

Risultati immagini per Concorso

Di Marianna DI Piazza

Tra le persone indagate nell’ambito dell’ inchiesta “Chiamata alle Armi” ci sarebbe anche l’ex ministro Augusto Fantozzi.

L’operazione della Guardia di finanza coordinata dalla Procura di Firenze ha portato a 29 provvedimenti cautelari personali nei confronti di professori universitari per reati di corruzione.
Augusto Fantozzi ha ricoperto la carica di ministro delle Finanze nel governo Dini e di ministro del Commercio con l’estero nel primo governo Prodi. Presidente della Commissione Bilancio della Camera dei deputati durante la XIII legislatura, Fantozzi è diventato, nel 2008, commissario straordinario di Alitalia su indicazione del governo Berlusconi. Si è dimesso dall’incarico nel 2011 ritenendo che fosse venuta meno la fiducia dello stesso governo nei suoi confronti.
Dal dicembre 2009 Fantozzi è rettore dell’Università degli Studi Giustino Fortunato di Benevento dove ricopre anche la carica di professore ordinario di diritto tributario dell’impresa.
Per l’ex ministro i pm Paolo Barlucchi e Luca Turco hanno chiesto l’interdizione e il gip, Antonio Pezzuti, si è riservato la decisione all’esito dell’interrogatorio, che sarà fissato nei prossimi giorni.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/indagato-lex-ministro-fantozzi-1445819.html

Papa Francesco è stato accusato di eresia

Risultati immagini per papa francesco
http://www.ilpost.it/2017/09/24/papa-francesco-eresia/
I 62 firmatari di una lettera che accusa Papa Francesco di eresia ne hanno pubblicato online il testo integrale (PDF). Fra i firmatari ci sono diversi membri della Chiesa, fra cui sacerdoti ed ex funzionari, e professori universitari, tutti più o meno riconducibili alla corrente “conservatrice” ostile a Papa Francesco. L’accusa di “eresia” è molto pesante nel mondo cattolico, e indica qualcuno che rifiuta la dottrina della Chiesa nonostante si dichiari cattolico: che venga rivolta al Papa, e da persone così rilevanti nel mondo cattolico, non ha precedenti nella storia recente.
Fra i nomi più conosciuti ci sono tra gli altri l’ex presidente dello IOR (la cosiddetta “banca vaticana”) Ettore Gotti Tedeschi, il vescovo svizzero Bernard Fellay – vicino alla corrente ultra-conservatrice dei “lefebvriani” – e Roberto de Mattei, ex vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche del governo italiano. I giornalisti di Vatican Insider si sono sorpresi di non trovare fra i firmatari della lettera dei vescovi che in passato avevano espresso critiche simili, come il noto arcivescovo statunitense Raymond Burke. Papa Francesco non ha mai risposto alla lettera, che gli è stata inviata in privato l’11 agosto: per questa ragione i firmatari hanno deciso di diffonderla online oggi, 24 settembre.
Nella lettera, i firmatari attribuiscono al Papa sette «proposizioni false ed eretiche», contenute «in modo diretto o indiretto» nell’ultima enciclica, intitolata Amoris Laetitia e pubblicata ad aprile del 2016. Nel documento, Papa Francesco non aveva proposto grandi cambiamenti bensì promosso un atteggiamento genericamente più aperto nei confronti dei divorziati che si risposano o vanno a convivere – per la Chiesa il matrimonio cattolico è inscindibile – e dei gay, sebbene con molti distinguo. Su entrambi gli argomenti, i cattolici conservatori ostili al Papa lo criticano da molti anni.
Sintetizzando molto, nei sette punti i firmatari criticano le aperture del Papa nei confronti delle persone che si sono sposate in Chiesa, hanno divorziato e ora hanno un’altra relazione. Nella lettera sostengono ad esempio che sia eretico affermare – come fa Papa Francesco – che i separati che hanno un’altra relazione non siano in condizione di peccato mortale.
Parlando con l’ANSA, Gotti Tedeschi si è difeso per aver firmato la lettera, spiegando: «sia chiaro: io non accuso il Papa, io gli voglio bene. Io sono per la Chiesa e per il Papa e non mi distaccherò mai né dalla Chiesa né dal Papa. Il documento è un atto devoto, un invito alla riflessione».

“STIPENDIO DETENUTI +83% E SUI 1000 EURO AL MESE”, la protesta del sindacato di polizia: “Lo Stato non ha soldi per noi ma per quelli…”

Immagine correlata
Di Salvatore Santoru
Sta facendo discutere la denuncia che Donato Capece, segretario generale del Sappe(Sindacato autonomo della polizia penitenziaria) ha fatto al “Giorno”(1), come riportato dal giornalista Marco Galvani.
Come riportato da “Blitz Quotidiano”(2), secondo Capece sarebbe aumentato dell’83% lo stipendio dei detenuti, mentre lo Stato non sta facendo nulla per gli agenti della polizia penitenziaria, aventi “il contratto fermo da dieci anni e gli straordinari tagliati, oltre all’obbligo di pagarsi anche il posto letto in caserma”.
Sempre stando all’articolo, “lo stipendio dei detenuti arriverebbe alle mille euro al mese, più eventuali tredicesime e quattordicesime”. 
“Praticamente un detenuto prende al mese quanto un agente di polizia penitenziaria. Solo che loro hanno vitto e alloggio pagato, gli agenti hanno sulle spalle mutui pesanti. È una vergogna di cui nessuno ha il coraggio di parlare”.
Sempre secondo l’articolo di Blitz, ha cercato di parlarne il consigliere regionale della Lombardia del gruppo Maroni Presidente, Fabio Fanetti, il quale ha denunciato “una situazione assurda” e rimarcando che è “d’accordo che bisogna tutelare i detenuti e favorire il loro recupero sociale anche attraverso il lavoro”.
Per concludere, c’è da dire che bisognerebbe verificare le accuse contenute nella vicenda e e indagare ulteriormente su questi fatti, che se verificati in toto, sarebbero alquanto ‘scottanti’.
NOTE:
(1)http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/soldi-detenuti-1.3418758
(2)http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/stipendio-detenuti-83-polizia-protesta-lo-stato-non-ha-soldi-per-noi-ma-per-quelli-2759146/

Caso ultras, Andrea Agnelli inibito per 12 mesi dal tribunale della Figc

Risultati immagini per andrea-agnelli
Di Guglielmo Buccheri
Un anno di squalifica più 20 mila euro di ammenda per Andrea Agnelli. Questo il verdetto, in primo grado, del Tribunale federale della Figc nel procedimento (sportivo) che vede la Juve, il suo presidente ed altri tre ex o dirigenti bianconeri accusati di aver fornito biglietti agli ultrà in numero non consentito. 
Il procuratore della Federcalcio Giuseppe Pecoraro aveva chiesto per Agnelli 30 mesi di inibizione, la corte ha più che dimezzato la richieste dell’accusa ed ora la palla passerà ai giudici di appello della Figc. Per il tribunale di primo grado, si legge nelle motivazioni, «l’estraneità invocata dal presidente non può ritenersi tale poiché il tenore dell’istruttoria e la indubbia frequentazione dirigenziale con gli altri deferiti, unitamente al lunghissimo lasso temporale durante il quale si è dipanato il periodo oggetto di indagine (5 stagioni sportive) ed alla cospicua quantità di biglietti e di abbonamenti concessi illegalmente, recitano in maniera opposta rispetto alle ragioni rassegnate dal presidente…». Nelle motivazioni si legge anche come «…in atti non è fatto mistero che l’intero management fosse votato a ricucire i rapporti con gli ultrà e ad addolcire ogni confronto con i Club, al punto da favorire concretamente ed espressamente le continue richieste di agevolazioni così da rendersi disponibili a scendere a patti pur di non urtare la suscettibilità dei tifosi, il cui livore avrebbe comportato multe e sanzioni alla Juventus…». 
Il Tribunale federale ha rigettato, fra l’altro, la richiesta dell’accusa di far disputare alla Juve due partite a porte chiuse, ed ha altresì affermato che Agnelli era inconsapevole dell’appartenenza di alcuni capi ultras alla ’ndrangheta, in particolare, «Agnelli era da ritenere completamente ignaro in merito alla peculiarità illecita di Rocco Dominello, presentatosi ai suoi occhi come deferente tifoso».  
Queste le condanne in primo grado degli altri deferiti: Francesco Calvo, all’epoca direttore commerciale, 1 anno di squalifica e 20 mila euro di multa, Stefano Merulla un anno di inibizione e 20 mila euro di sanzione economica, Alessandro D’Angelo un anno e tre mesi di stop e 20 mila euro di ammenda. 
La Juve ricorre contro l’inibizione  
Dopo la sentenza di inibizione per un anno emessa oggi a carico del presidente Andrea Agnelli, la Juventus ha diffuso una nota ufficiale. «Juventus Football Club, preso atto dell’odierna decisione del Tribunale Federale Nazionale – si legge – preannuncia ricorso presso la Corte Federale di Appello nella piena convinzione delle proprie buone ragioni, che non hanno ancora trovato adeguato riconoscimento». La società «esprime la propria soddisfazione perché la sentenza odierna, pur comminando pesanti inibizioni nei confronti del Presidente e delle altre persone coinvolte, ha ’dopo ampia valutazione del materiale probatorio acquisito’ (cit. pag. 11 della sentenza) escluso ogni ipotesi di legame con esponenti della criminalità organizzata». La Juventus ha «fiducia nella giustizia sportiva e ribadisce di aver sempre agito in un percorso condiviso con le Forze dell’Ordine con l’obiettivo di contribuire alla piena salvaguardia della sicurezza e dell’ordine pubblico». 
FONTE: http://www.lastampa.it/2017/09/25/sport/calcio/qui-juve/caso-ultras-andrea-agnelli-condannato-a-mesi-dal-tribunale-della-figc-uDMwBrToDrhNkHn8802eaJ/pagina.html

La Nord Corea: “Trump ci ha dichiarato guerra, abbatteremo i loro aerei”. Ma la Casa Bianca frena: non è vero

Risultati immagini per north korea US

Di Francesco Semprini

Pyongyang è pronta ad abbattere i caccia americani anche se non invadono lo spazio aereo nazionale nordcoreano. È lapidario Ri Yong-ho, il ministro degli Esteri del regime asiatico, che ricorre a toni da «entrata in guerra» convocando uno sparuto gruppo di giornalisti davanti al suo albergo di New York. In realtà la dichiarazione di guerra l’avrebbe pronunciata Donald Trump nei giorni scorsi con le affermazioni fatte durante i lavori della 72 esima Assemblea generale. «I commenti di Trump fatti durante il fine settimana sono una chiara dichiarazione di guerra», ha detto Ri ai cronisti radunati davanti al One UN Hotel, a pochi passi dal Palazzo di Vetro. È lì che ha pernottato il ministro degli esteri nordcoreano in occasione della partecipazione alla ministeriale.  

«La Corea del Nord si augura sinceramente che la guerra di parole non si trasformi in azioni reali – premette il ministro di Kim -. Ma la comunità internazionale deve tenere ben a mente che sono stati gli Usa a dichiarare guerra per primi alla Corea del Nord e noi abbiamo ogni diritto di prendere le dovute contromisure». Ri afferma che in base all’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, ogni Paese ha il diritto di difendersi da attacchi e minacce. «La Corea del Nord ha il diritto di abbattere i cacciabombardieri strategici americani anche se non sono ancora entrati nello spazio aereo nazionale», avverte Ri prima di lasciare l’albergo. Poi un attimo di esitazione, torna indietro e avverte: «Con la dichiarazione di guerra di Trump, ogni opzione è sul tavolo». Immediata la replica della Casa Bianca: «Non abbiamo dichiarato guerra alla Corea del Nord, affermarlo è assurdo».  

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://www.lastampa.it/2017/09/25/esteri/nordcorea-pyongyang-gli-usa-ci-hanno-dichiarato-guerra-abbatteremo-i-loro-aerei-o6lcaK9hM0PFSEdQTeoaeL/pagina.html

Paola Perego: “Ho paura di tornare in tv”

Paola Perego torna sulla spinosa e dolorosa questione legata alla chiusura, la scorsa primavera, del suo programma Parliamone sabato in seguito al celebre decalogo secondo cui le donne dell’est sarebbero migliori di quelle italiane. Intervistata da Maria Latella nel programma Nessuna è perfetta di Radio24 (ascolta QUI da 10:57) la conduttrice ha ammesso di avere ancora impresso in mente il dispiacere per quanto accaduto:

24960_LGG_20080930_861_perego11 (2)

Ricordo la confusione, il non capire quello che stava accadendo, una cosa sicuramente molto più grande di me. La prima settimana era come se stesse accadendo a qualcun altro. Poi ho visto la notizia al Tg1, le prime pagine di tutti i giornali e sembrava davvero una cosa troppo grande per me […] Ricordo il dolore, la frustrazione, il senso di impotenza per non potersi difendere […] Per la prima volta nella mia vita la paura del giudizio, l’isolamento, la paura che le persone davvero pensassero che fossi contro le donne […]

La bufera che si è abbattuta su di lei in quei giorni viene etichettata dalla stessa Perego come ‘violenza’: “Sono stata molto male […] mi vergognavo ad uscire di casa, è stata la prima volta nella mia vita. Non ho dormito per molto tempo, ho perso peso: è stata davvero una violenza”, ha raccontato. Quello che l’ha ferita – ha proseguito – non è stata l’idea di non lavorare più in tv, ma:

[…] è il lato umano che mi ha fatto male anche perché – siccome adesso con la nuova dirigenza i rapporti si sono sistemati e ho un nuovo progetto per Rai1 – lavorativamente sono a posto, dovrei essere “salva”, invece in realtà sto ancora cercando di recuperare l’entusiasmo per farlo questo lavoro, perché è stata una violenza tale che mi hanno tolto la voglia di farlo […]

A proposito del nuovo programma che la riporterà in video all’inizio del 2018, infine, ha confessato:
Sono terrorizzata all’idea di entrare in uno studio televisivo […] Sono spaventata, probabilmente sto ancora elaborando. Mentre prima era un lavoro meraviglioso, il lavoro più bello del mondo […] mi sentivo miracolata, dopo questa ondata di cattiveria violenza e odio ho davvero paura.

Articolo originale su Gossip Blog

Grande Fratello Vip, eliminata Serena Grandi. Malgioglio brucia il verdetto finale, ira della Blasi

Cristiano Malgioglio è una delle star di questa edizione del Grande Fratello Vip. Nella terza puntata in onda questa sera su Canale 5 il cantautore italiano come sempre ha cercato le attenzioni dei compagni della casa e anche della conduttrice Ilary Blasi.

3261374_2314_ilary_blasi_malgioglioLa sua irruenza e la sua voglia di primeggiare però è stata rimproverata proprio dalla stessa Blasi che è sbottata in un “Cristiano però conduco io !”. Malgioglio ha provato a tenere a freno la lingua ma il Grande fratello VIP gli ha dato uan prova troppo grande da sostenere. Lui e Simona Izzo erano gli unici all’interno della casa a conoscere il verdetto del pubblico sull’eliminato della settimana. in nomination Serena Grandi e Lorenzo Flaherty.
Durante la frase di rito pronunciata da Ilary Blasi, che come sappiamo prima di dire il nome lascia un po’ di suspence, Cristiano Malgioglio non è riuscito a trattenersi e ha bruciato il momento facendo il nome di Serena Grandi.

Articolo originale su Gossip Blog

LeBron James se l’è presa con Donald Trump

Risultati immagini per lebron james monkey
http://www.ilpost.it/2017/09/23/lebron-james-donald-trump-stephen-curry/
Negli Stati Uniti è tradizione che, ogni anno, le squadre che hanno vinto i più importanti campionati sportivi siano ricevute alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti. Nelle ultime ore si è molto parlato del fatto che il 22 settembre Stephen Curry, fortissimo giocatore dei Goldens State Warriors (la squadra che ha vinto l’ultimo campionato di NBA), abbia detto di non voler andare a fare visita a Trump.
Parlando con i giornalisti, Curry ha detto: «Se dovessimo votare nello spogliatoio, io sceglierò di evitare la visita dal presidente: mi auguro che in questo modo, con un gesto del genere, potremo ispirare il cambiamento». Curry – che in passato ha già criticato Trump per alcune sue posizioni – ha anche detto di non essere il solo a pensarla così nel mondo dell’NBA. Alcune ore dopo, Trump ha risposto a Curry su Twitter, scrivendo che a causa delle sue dichiarazioni non era più invitato alla Casa Bianca.
I Golden State Warriors hanno difeso Curry, e preso atto del fatto che non sono più invitati alla Casa Bianca. Al tweet del presidente americano ha anche risposto LeBron James, fortissimo giocatore dei Cleveland Cavaliers, rivale di Curry da molti anni. James ha scritto, riferendosi a Trump:
«Prima del tuo arrivo, andare alla Casa Bianca era considerato un grande onore!»

È la seconda volta che Trump se la prende con sportivi famosi nel giro di due giorni. Ieri durante un comizio aveva criticato i giocatori di NFL, il campionato statunitense di football americano, che negli ultimi mesi si sono rifiutati di alzarsi in piedi durante l’inno statunitense (per protesta contro la condizione dei neri, nella maggior parte dei casi), che viene suonato prima di ogni partita. Parlando su un palco in Alabama, Trump ha detto: «Non vi piacerebbe vedere uno dei proprietari di quelle squadre dire, quando qualcuno manca di rispetto alla nostra bandiera, “Prendete quel figlio di puttana e toglietelo subito dal campo. Fuori. È licenziato”?». Trump ha anche invitato gli spettatori negli stadi ad andarsene se dovessero vedere un giocatore che si rifiuta di alzarsi in piedi durante l’inno.